
Sono appena tornata dalla Sardegna e in attesa di scaricare un po' di foto di posti bellissimi ci tengo a segnalare un buon indirizzo dove gustare la cucina romana.
Ecco un post veloce veloce.
Il quinto quarto a Roma è un "taglio" di carne. Dopo i quattro quarti, nobili, rimangono le frattaglie, forse meno nobili ma gustose.
E quindi nella cucina romana le frattaglie hanno un ruolo da protagonista e vengono chiamate appunto il quinto quarto.
Però sempre a Roma il Qinto Quarto è anche un ristorante carino dove mangiare in zona Tor di Quinto/Ponte Milvio dove con Filippo Santarelli in cucina (ex
Vecchia Aurelia) aiutato da Valerio (ex
Bir&Fud pizzeria) e Federico in sala si può mangiare la vera cucina romana, saporita, ma non pesante.
A qualcuno sembra un vagone ferroviario, con la sala lunga e stretta,
a me fa pensare a una barca o una nave sospesa sul mare, fatto sta che, senza accampare finte tradizioni millenarie da trattoria gabbaturisti, qui si possono trovare i sapori veri della cucina di casa di Roma in un ambiente familiare e caldo.
Era dall'inaugurazione che non ci tornavo, un po' ho rimandato, un po' situazioni avverse (l'ultima volta allagamento dei locali cassoni soprastanti casamia e serata passata con gli idraulici in coincidenza con l'evento dei
Sovversivi del gusto) mi avevano impedito di farlo.
Un paio di sabati fa però finalmente mi sono decisa e ho prenotato.
Mi ha fatto piacere rivedere Filippo che conosco ormai da anni e mi ha fatto piacere constatare che la qualità dei suoi piatti è cresciuta (ahimè anche molto nella quantità!! e ho mangiato davvero troppo anche se di vero gusto ;-)) )
Abbiamo inizito la cena con una caponatina davvero nolto buona, ben equilibrata nei sapori, saporita al punto giusto

e un millefoglie di patate, pancetta arrotolata e olive di Gaeta, forse più normale della caponatina ma che ha un suo perché nella scelta delle materie prime.

Segue una carbonara, e che carbonara! Forse una delle migliori che io abbia mangiato ultimamente. Anche qui il sapore molto ben marcato non è mai caduto nel salato ma si è sempre mantenuto in equilibrio.
Tonnarelli cacio e pepe, molto buoni anche questi. Qui forse per i miei gusti (io mangio con poco sale) Filippo ha rischiato davvero molto con i sapori forti, ma la bontà delle matrie prime ha reso tutto piacevole e gradito.
Ovviamente ci siamo scambiati i piatti e ho assaggiato tutto.
Coda alla vaccinara, la vera coda che si mangia a Roma. Anche in questo caso una delle migliori mai mangiate negli ultimi tempi. Tenerissima.
Stinco cotto nella birra, tenero come il burro
Tiraamisù nel bicchiere, molto buono e sfizioso
Crema con fragole, forse la cosa più normale tra tutti i piatti mangiati. Qui avrei un piccolo appunto sulle consistenze, l'avrei preferita meno densa, ma niente da ridire sul sapore.
Abbiamo bevuto la birra ENKIR,
la prima birra al farro monococco creta da Leonardo di Vincenzo, della Birreria del Borgo, con la collaborazione di Gabriele Bonci.
"La birra si presenta color dorato carico. Tra gli ingredienti della ricetta l'Enkir è il 55%; questo antico cereale dona alla birra delle note fruttate, resinose, speziate. Ha un grande equilibrio, beverina come poche, invoglia quasi a non smettere...delicata e morbida in bocca, è ottima compagna di formaggi delicati, primi piatti, carne bianca e concede il massimo in abbinamento a zuppe a base di cereali." (Da: http://www.ilquintoquarto.it/carta_birre.asp)
Osteria "Il Quinto Quarto"
Via della Farnesina, 13
00134 - Roma
Tel. 06 3338768
http://www.ilquintoquarto.it/default.asp
