Ecco perché il blog si chiama Senza Panna!
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31 maggio 2009
Il video ufficiale di Senza Panna!! Mitico!
30 maggio 2009
L'insalata russa della (mia) mamma e la mia maionese
Volendola fare tutta in anticipo si copre con uno strato di maionese, si decora con le verdure a piacere e per non farla rovinare durante il riposo in frigo si copre con della gelatina naturale, ottenuta da un brodo di carne fatto con tagli ricchi di collagene come il muscolo, che la isola dall'aria.
Con la stessa gelatina solidificata e tagliata a cubetti si completa la decorazione.
E' meglio, non usare un olio d'oliva dal sapore troppo forte ma scegliere un olio dal gusto più delicato (oppure se proprio non piace meglio usarne uno buono di semi, come quello di mais).
Ricordarsi di usare tuorli d'uova fresche (fredde di frigo o a temperatura ambiente è indifferente).
Per prima cosa quindi controllare lo stato dell'uovo rompendolo in un piatto: il tuorlo deve rimanere ben sodo e non si deve allargare né rompere.
Mettere il tuorlo in una ciotola (meglio se larga) e iniziare a lavorarlo da solo girando semplicemente con il dorso di un cucchiaio, se si usa una frusta non si deve incorporare aria girando troppo velocemente.
Quando inizia a cambiare consistenza (diventa più cremoso) aggiungere un po' di olio a filo o meglio, goccia a goccia. Questa è la fase più delicata della maionese, quindi fare attenzione o una quantità di olio troppo grande tutta insieme la farebbe impazzire.
Lavorare bene girando lentamente fino ad incorporare tutto l'olio e versare altro olio a filo. Ripetere quest'operazione ancora una o due volte, la salsa si stabilizza e non corre più il rischio di impazzire.
Aggiungere olio (almeno 100 gr per ogni tuorlo utilizzato) e lavorare la maionese in modo da incorporare bene i due ingredienti, quando è ben soda aggiungere succo di limone e sale assaggiando fino a raggiungere una giusta consistenza e sapidità.
Volendo si può fare con il frullatore o con il pimer, ma in questo caso si usa l'uovo intero e solo olio di semi perchè l'olio di oliva si scalda con le lame e diventa amaro.
26 maggio 2009
A Stefano un bentornato da Miami
25 maggio 2009
Da L'Oste della Bon'Ora, Grottaferrata, Roma
Ero già stata a mangiare da Massimo e Maria Luisa, ma ormai quasi 3 anni fa indocasoni e sinceramente in questi anni ne avevo sentito parlare sempre meglio e la curiosità era molta, quindi ho quindi colto al volo un invito e ho constatato di persona che le voci erano vere.
Massimo ci ha accolti con simpatia e calore come suo solito.
Questa la cena.
(a detta di chi l'ha mangiato molto gustoso)
(molto tenera e delicata, unica pecca, avrei preferito il sedano non a pezzi)
l'ho assaggiata, morbida e delicata
Il giorno dopo volevo tornare a correre a Villa Ada e nel dubbio quella sera, aiutata dai commensali, ho fatto scorta di carburante.
e
Invece queste,
a detta dell'Oste la San Faustino meno acida per gli uomini e la Nepi più acida per le donne (era una "battuta" inventata al momento, sue testuali parole ), sono avanzate, soprattutto quella degli uomini!!
L'Oste della Bon'Ora
Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 133
00046 Grottaferrata
RM
Telefono
06.9413778
Cellulare
339.2325158
mailto: loste@lostedellabonora.it
http://www.lostedellabonora.com/
20 maggio 2009
Sas limbas e cane (lingue di cane)

Ricordo che già a 5 anni io ricevevo il mio piccolo pezzo di impasto da lavorare e alla fine a volte facevo il mio pane che veniva cotto insieme agli altri nel forno del paese.
Ricordo ancora i sapori e gli odori, il profumo del pane appena cotto e dei biscotti cotti "alla sfornatura del pane".
In occasione del concorso di Sandra, "Inventa la ricetta", mi è venuto in mente una cosa che preparava spesso mia nonna e che a me piaceva molto e non avendo più mia nonna a disposizione l'ho reinventata basandomi sui miei ricordi di bambina.
Sas limbas e cane, le lingue di cane.
Un piatto semplicissimo della cucina logudorese, ma che è sconosciuto a molti.
Per molti la cucina sarda si riduce a pane frattau, gnocchetti, ravioli, porcetto e seadas.
O poco altro.
Tutte cose ottime ma c'è molto di più e questa ricetta ne è un esempio.
A volte sono ricette povere, altre sono più ricche.
E ogni zona ha le su e ricette o varianti, questa è una ricetta del Logudoro.
Ed è una ricetta di quelle semplici, ma non si faceva spessissimo e quando succedeva era una festa.
Partiamo dagli ingredienti, per ogni persona:
semola rimacinata di grano duro 100 g (io ne avevo ancora un po' di quella sarda)
acqua 50g (circa)
sale un pizzico
olio aglio prezzemolo peperoncino pecorino sardo
La preparazione è semplicissima.
Impastare la semola con l'acqua tiepida salata aggiungendola poco per volta e lavorando molto. Si deve procedere in questo modo perché se si aggiunge tutta l'acqua in una volta la semol a fa effetto segatura e l'impasto non si lega.
Ho indicato una quantità approssimativa di acqua perché non tutte le farine sono uguali. Il risultato finale deve essere un impasto della consistenza di quello della pizza in teglia, quindi abbastanza morbido ma ben legato.
Mettere a bollire l'acqua e nel frattempo procedere con olio, aglio e peperoncino come per una normale ajo e ojo e peperoncino.
Quando l'acqua bolle, salarla e con le dita bagnate d'acqua prendere piccole quantità di impasto, appiattirle come se fossero straccetti (o orecchiette schiacciate) e gettarli nell'acqua.
Procedere così fino alla fine e a mano a mano che vengono a galla tirarli su con una schiumarola, condirli con l'olio (togliendo lo spicchio d'aglio), il peperoncino, il prezzemolo tritato fine e se necessario mantecare con poca acqua di cottura.
Servire con pecorino sardo grattugiato.
Questa ricetta, se ancora non si fosse capito, concorre per la sezione La cucina dei ricordi e in palio c'è il libro La cucina di casa mia di Guido Tommasi Editore.
17 maggio 2009
Pasta polpo e patate
2 patate medie
½ kg polpo
100 g spaghetti
olio, aglio, peperoncino, prezzemolo.
Lessare le patate a metà cottura, ridurle a cubetti e soffriggerle in qualche cucchiaiata di olio, senza farle colorire troppo.
In un’altra padella soffriggere il polpo precedentemente lessato e tagliato a rondelle in olio, aglio e peperoncino.
12 maggio 2009
Vitignoitalia e Wine&theCity a Napoli


Dopo il post di Lydia, vi segnalo anche io queste manifestazioni molto interessanti che si terranno a Napoli a maggio.
Copincollo il comunicato stampa che ho preso da Tzatziki a colazione
Vitignoitalia: 5000 vini al castello. E la città anticipa con Wine&TheCity
12 > 16 maggio e 17 >19 maggio 2009
Napoli, CASTEL DELL’OVO

Vitignoitalia a Napoli Castel dell’Ovo dal 17 al 19 maggio

Col patrocinio e la collaborazione di Regione Campania – assessorato all’agricoltura e alle attività produttive; Comune di Napoli – assessorato al turismo e ai grandi eventi.
http://www.vitignoitalia.it/
http://www.wineandthecity.it/
09 maggio 2009
Silvia Fontana e John Zimmerman al Palaghiaccio di Marino ne "Il giro del mondo sul ghiaccio"
Altri video saranno caricati nei giorni seguenti.
Dopo l'esibizione dei piccoli pattinatori quando il "giro" è arrrivato in Italia, è stato rappresentato un pezzo tratto da Rugantino, la famosa maschera romanesca dell'omonim a commedia rappresentat per molti anni al Sistina di Roma. Questo atto è stato interpretato oltre che dagli atleti dell'agonismo anche da Silvia Fontana campionessa italiana e atleta olimpionica e da John Zimmerman, atleta olimpionico e medaglia di bronzo ai Mondiali 2002.
La manifestazione era patrocinata dalle amministrazioni comunali delle città di Marino e Ciampino e dalla Regione Lazio.

08 maggio 2009
Ecco il vincitore del concorso "Ci piace un sUcco"
Bravissimo e tanti complimenti!!! A lui va il premio messo in palio da Villa Matilde!
E questa è la sua ricetta:
CARRE’ DI MAIALE AFFUMICATO IN AGRODOLCE
Ma veniamo alla ricetta: come dicevo una volta preso il carré affumicato è meglio disossarlo (o farlo disossare dal macellaio) per poi rimontarlo sull'osso e rivestire le "costicine" con l'argento. In questo modo la carne resterà saporita (grazie all'osso) ma sarà molto più facile tagliarlo quando si porterà a tavola, e oltretutto è anche un bel modo per presentarlo.
Una volta sistemato in questa maniera, si può cuocere in una capiente casseruola, sulla quale metteremo 2 cucchiai d'olio per far rosolare il carré e fargli prendere un bel colore.
Dopo circa 10 minuti può aggiungere il succo (filtrato) di due arance e un limone. Lasciare sobbollire finché non si crea un bel fondo denso.Se si desidera un effetto più "convincente" si può aggiungere anche un cucchiaio di melassa (o miele in alternativa).
Prima di questa operazione è comunque consigliabile assaggiare spesso il fondo in quando a seconda degli agrumi potrebbe risultare troppo dolce o troppo aspro. Attenzione all'equilibrio gustativo. Non ho parlato di sale, pepe, aglio e cipolla (e spezie in genere) poiché questo tipo di carne è già saporito e speziato di suo, ogni aggiunta danneggerebbe la ricetta.
Come accompagnamento ho scelto la tipica verdura che si sposa molto bene con il sapore maiale affumicato, ovvero i crauti (in salamoia) che ho fatto riprendere in padella con poco olio e alcune bacche di ginepro.
Stefano, la mia vita tra la carne
Io ringrazio Stefano, ma non perché ha salvato amicizie pluriennali. Si vede che le amicizie c'erano ed erano vere, anzi ci sono e sono vere.
Lo ringrazio perché ha consolidato queste amicizie e ci ha confermato quello che già sospettavo.
Che alla fine delle votazioni una sola ricetta avrebbe avuto sicuramente il voto di tutti e infatti ci siamo trovati tutti d’accordo su Stefano.
Forse non è la migliore in assoluto, per qualcuno, ma è l'unica che è piaciuta a tutti.
Ecco anche il pdf scaricabile qui
Per finire anche io ringrazio tutti i partecipanti, alcuni con ricette molto invitanti ed originali.
04 maggio 2009
Animelle in crosta di sesamo con carciofi fritti.
E mentre c'è chi si mangia un hamburger da 250 g (se dice che erano solo 200 g non gli credete) io mi mi sono fatta du' animelle (di agnello)...